19 GENNAIO 2015 09:18

"HOMO FABER": L'OPERA DI ZENO BASSANELLI IN MOSTRA AL CENTRO CONGRESSI GIOVANNI XXIII

 Il Centro Congressi Giovanni XXIII conferma ancora una volta la sua identità culturale ospitando opere di artisti bergamaaschi. Dopo aver inaugurato l'installazione di Clara Luiselli lo scorso mese di dicembre, il centro congressuale mette in mostra "Homo faber", struttura lignea in massello di noce, opera di Zeno Bassanelli. 

 
 “Homo faber” nasce da un tronco di noce delle montagne bergamasche. L’opera, in massello senza assemblaggi, prende forma da un corpo  di materia alto 350 cm con diametro medio di 54 cm e sviluppo non lineare. Il soggetto è scolpito a legno verde e poi lasciato essiccare all’aria e all’ombra. La figura sfida i rapporti classici del figurativo ricavando elementi anatomici da un corpo di materia nettamente sbilanciato in senso verticale. La sproporzione che ne esce dà senso al tema del lavoro ed alla sua precarietà. L’Homo faber fortunae suae qui si presenta come gigante in posizione precaria alla ricerca di spazio e di attualità quale riflessione artistica in un momento di crisi non risolta. Nella fatica del toglier materia, seppur nella ricerca formale di nuove prospettive, si colgono il carattere e la matrice ispirativa dell’autore.
 
ZENO BASSANELLI
Zeno è nato a Premolo, paese ove tutt’ora ha la residenza. Dal ’74, terminati gli studi, insegna Educazione fisica in un Istituto superiore di Clusone. Scopre per caso il piacere della scultura, piacere che da allora accompagna ed asseconda, forse non proprio per caso, la sua passione creativa. 
Scolpisce il legno, modella la terra, ricerca combinazioni di materiali diversi. Il legno resta la materia d’elezione attraverso cui cercare spazi per sperimentazioni nuove. Il piacere dell’invenzione si fonde con la vitalità unica di cui è intrisa l’essenza lignea. L’autore si espone alla mostra per necessità pratica, giacché per virtù preferirebbe l’anonimato e l’intimità del laboratorio. Autodidatta, riconosce nei suoi lavori due grandi maestri: la curiosità e l’irrequietezza. Alla prima fa assistenza l’osservazione, alla seconda dà controllo l’appagamento creativo.

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